Ancoranti chimici ad iniezione

L’innovatore di ancoranti progettato in laboratorio

Dalla ricerca alla produzione: ecco come vengono realizzati gli ancoranti chimici Hilti

 

A volte in cantiere si possono incontrare degli ostacoli: occorre montare carichi elevati, sigillare il fondo oppure si devono affrontare i problemi causati da un fondo irregolare. In queste particolari condizioni è consigliabile ricorrere agli ancoranti chimici. Realizzare il foro, introdurre la resina, posare l’ancorante, lasciare indurire e il gioco è fatto. È sorprendente quanto possa essere resistente una così limitata quantità di materiale.

In tutto il mondo gli ancoranti chimici vengono utilizzati migliaia di volte al giorno. Ma quasi nessuno si interroga sulla grande potenza di questi piccoli eroi del cantiere e quanto lavoro richieda la loro realizzazione. Gli sviluppatori dei prodotti Hilti devono affrontare la sfida di soddisfare requisiti sempre più elevati. Oltre a trovare nuove idee, è necessario continuare a migliorare i prodotti esistenti, senza mai perdere l’obiettivo di offrire più sicurezza.

 

Ancoranti chimici ad iniezione

 

 

I nostri clienti sono la nostra fonte d’ispirazione

I suggerimenti mirati ad offrire prodotti sempre innovativi provengono spesso da direzioni differenti. Da un lato Hilti svolge la ricerca di base, cercando in questo modo di acquisire nuove conoscenze. Dall’altro naturalmente non perde di vista l’attività della concorrenza sul mercato.

Solo una volta acquisite tutte le informazioni è possibile decidere se un prodotto esistente possa essere migliorato o se sia possibile lanciare sul mercato un nuovo prodotto. Secondo Dierker, per la ricerca di tecnologie nuove e complesse e fino al momento in cui saranno pronte per essere distribuite sul mercato, dovranno trascorre dai cinque ai dieci anni. A questo scopo, Hilti attinge anche al know-how esterno, rivolgendosi alla rete delle università europee e ai fornitori di materie prime.

 

«I principali motori del nostro lavoro sono tuttavia i molti contatti con i clienti, che Hilti intrattiene ogni giorno in tutto il mondo».

Sascha Dierker, sviluppatore di prodotti nel settore Product Care, Hilti

 

Tutto per la sicurezza

Sicuramente un ancorante chimico deve superare innumerevoli test prima di funzionare alla perfezione. In questo caso non è sufficiente testare soltanto l’applicazione in sé, ma anche le fasi preliminari e successive. All’interno delle camere climatiche vengono ad esempio condotti specifici test per verificare come le diverse temperature possano influire nel lungo termine sullo stoccaggio e sulla inalterabilità del prodotto. Si provvede inoltre all’esecuzione di appositi test di estrazione in condizioni di laboratorio il cui scopo è verificare che i requisiti di carico vengano soddisfatti.

Anche le materie prime stesse, presenti in un numero variabile 10 e 30 a seconda della resina, vengono analizzate con precisione mediante prove e attrezzi speciali. «Il cliente si aspetta la sicurezza e noi gliela offriamo», afferma lo sviluppatore di prodotto Sacha Dierker. Persino il tipico imballaggio con pellicola delle malte Hilti è fantascientifico. Infatti, se da un lato non deve reagire con il materiale di riempimento, dall’altro deve comunque proteggere e conservare il contenuto. Inoltre, come indicato dalla presenza del Punto Verde, deve essere anche facile da smaltire e da svuotare senza lasciare residui.

 

Controlli costanti – anche per gli ancoranti chimici già facenti parte dell’assortimento

I prodotti chimici vengono ripetutamente sottoposti a ripetuti test anche nel corso della produzione. Ogni singola fase intermedia di qualsiasi carico viene nuovamente sottoposta ad analisi di laboratorio. Ciò permette un aumento della sicurezza di utilizzo per i clienti Hilti.

Anche le materie prime stesse dei tanto in tanto possono presentare qualche difficoltà. Se accade che un componente importante della ricetta di un ancorante non sia più disponibile, occorre trovare un sostituto. Grazie alla stretta collaborazione tra ricerca, sviluppo e produzione, è possibile reagire rapidamente anche alle sfide di questo tipo. La materia prima sostitutiva in questi casi viene testata fino a garantire lo stesso livello elevato di sicurezza della precedente.

Innovazione e affidabilità anche nel futuro

Hilti non perde mai di vista il processo completo che parte alla ricerca e sviluppo fino alla produzione, vendita e assistenza alla clientela, per questo i clienti possono sempre contare sull’affidabilità dei nostri ancoranti chimici. Non a caso possiamo dichiararci fieri degli ultimi sviluppi che abbiamo realizzato, tra cui la comoda fiala predosata HVU o la malta in resina epossidica HIT-RE 500 V3, già più volte imitata da altri produttori.

Un’ulteriore innovazione particolare è rappresentata dalla gamma di dispenser a batteria, tra cui l’HDE 500-A22 che impedisce il gocciolamento della malta e, grazie alla precisione del dosaggio predefinito, garantisce la sicurezza e l’economicità nell’utilizzo dell’ancorante chimico. Ma non è tutto. I nostri sviluppatori stanno già lavorando oggi a soluzioni di fissaggio sicure per il mondo di domani.

La formazione presso Hilti

Per non lasciarsi sfuggire nessuna novità, Hilti dedica grande attenzione alle nuove leve tra il personale specializzato. La formazione triennale dei nuovi chimici e chimici di laboratorio prevede la loro partecipazione presso tutti i reparti del settore chimico. La formazione base consente loro di acquisire un’ampia varietà di conoscenze tecniche.

 

 

 

Particolarmente interessante è il programma di scambio. Gli apprendisti durante il loro periodo di formazione si recano anche all’estero e approfondiscono la conoscenza di settori della chimica completamente differenti. In passato ad esempio è stata data loro l’opportunità di partecipare ad una ricerca su farmaci contro il cancro in Spagna. In tal modo, oltre ad acquisire nuove competenze hanno anche l’opportunità di migliorare la loro conoscenza delle lingue straniere.

Hanno la possibilità di lavorare in maniera del tutto indipendente al loro progetto per il concorso «Scienza e gioventù». A tale scopo viene loro assegnato dai formatori un tema anche rilevante per Hilti. Nel 2018 due apprendisti hanno conquistato così il 3° posto sul podio nel settore Chimica nell’ambito del concorso regionale. La loro ricerca riguardava le modalità con cui è possibile migliorare la stabilità allo stoccaggio degli ancoranti chimici. Una tecnologia premiata che costituisce oggi uno dei tanti vantaggi di cui possono godere i clienti Hilti.

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